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De Sica: “Il cinema italiano deve ringraziare i cinepanettori”

Non si fa altro che parlare di film di Natale usciti al cinema, i “cinepanettoni”, così come sono stati ribattezzati. Tra questi, uno dei protagonisti incontrastati è Christian De Sica, che ogni anno riesce a conquistare e portare al cinema moltissimi italiani in occasione delle feste.

La maggior parte dei giornalisti e dei media in generale hanno criticato questi film, ma piacciono o no? I dati certi sono i guadagni ottenuti dal film, che fino ad ora pare sia arrivato a 3 milioni di euro, di certo il merito è del cast scelto dal regista Neri Parenti e soprattutto della produzione firmata De Laurentis.
Ma la causa principale del successo è l’amore reciproco che mi lega al pubblico”, dice De Sica.

Le polemiche in questi giorni sono nate perché la produzione del film ha compiuto il suo azzardo, richiedendo il finanziamento pubblico, facendo poi diventare quindi la pellicola come un film d’essai.
“A parte che il ministro Bondi ha chiarito che non è proprio così, è evidente che definire “Natale a Beverly Hills” un film d’essai è una sciocchezza. Se il produttore ha chiesto soldi presentandolo come tale, ha sbagliato. I film di cassetta non hanno bisogno di finanziamenti pubblici. Se ho capito bene, però, non si tratta di aiuti ma di un credito d’imposta sugli incassi, da reinvestire in film artisticamente più complessi. Perché, vede, il famigerato cinepanettone mantiene l’intero cinema italiano. Mi rendo conto che è un po’ cafone dirlo. Però è un dato di fatto. A parte un paio di capolavori, il resto dei film raffinati fa incassi penosi. Le opere dei registi e degli attori premiati dalla critica non le va a vedere nessuno”, ha replicato De Sica.

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