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I segreti dell’autopsia: ecco il caso Jackson

Il corpo di Michael Jackson è stato sottoposto all’autopsia per mano di un medico legale di Los Angeles: cicatrici, tatuaggi, capelli diradati e macchie della pelle causate dalla vitiligine.
Il referto è stato reso pubblico nel giorno di martedì, confermando che il cantante è morto per intossicazione acuta di propofol, il potente sedativo usato in anestesia.

Si conferma quindi la causa di morte, ma vi sono delle curiosità in merito al referto: tutti hanno sempre sostenuto che Jacko avesse usato una scusa per poter seguire la sua voglia di “sbiancarsi”, ma la verità è che ha sempre sofferto di vitiligine (malattia non contagiosa caratterizzata dalla comparsa sulla cute di chiazze nelle zone in cui manca il colore uniforme della pelle).

Le macchie dovute al difetto di colorazione si trovavano sul petto e sulle braccia, inoltre è stata resa nota l’esistenza di alucni tatuaggi scuri all’altezza delle sopracciglia e un piccolo tatuaggio rosa vicino alle labbra.
Il medico legale ha poi rilevato una carenza di capelli nella parte alta della fronte, e questo pare quindi arrivare come una conferma rispetto a quanto detto dalla polizia, secondo la quale Michael usava una parrucca.
Non mancano le cicatrici su naso, spalla, collo, polsi e dietro le orecchie.
Il rapporto mette anche in evidenza che nella stanza da letto del cantante non erano presenti apparecchiature per il dosaggio dei medicinali.

Alessandra Battistini

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