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Marco Mengoni parla del suo colloquio con Morgan

Marco Mengoni pare essere rimasto sempre lo stesso, nonostante il successo ottenuto prima con X Factor e poi con il prossimo Sanremo, dove si esibirà nella categoria dei big.
Fragile, cocciuto, sicuro di sé fino quando si tratta di avere un microfono in mano, pronto a liberare la sua voce.

La critica prima ancora che sia iniziato Sanremo e che lui si sia esibito, ha già iniziato a criticarlo: L’importante è che piaccia a me e a chi mi ascolta. Possono dire quello che vogliono, sono convinto della mia scelta e poi non finisce il mondo se mi criticano. Avevo un lento che forse era più adatto, ma sono un istintivo e ho scelto questa canzone. Il punto è anche un altro: se io fossi il nuovo De André non farei Sanremo e non avrei fatto X Factor. Io faccio quello che posso. La mia è una canzone normale, piacevole, con una bella schitarrata”.

Parla poi, inevitabilmente, di Morgan, suo coach all’interno del talent show di Rai2: “Ho avuto l’istinto di chiamarlo appena sentita la notizia. Ho preso il telefono in mano ma poi mi sono detto che forse era meglio lasciarlo in pace. Gli avrei detto se voleva sentire il mio pezzo e che avrei voluto sentire il suo. Gli avrei parlato di musica. Non giudico gli artisti da quello che succede sotto il palco”.
Morgan aveva raccontato del giorno in cui chiamò Mengoni e Silver nel camerino per chiedere loro aiuto e parlare dei suoi problemi: “Me lo ricordo benissimo. Mi ha fatto una tenerezza esagerata, mi si è stretto il cuore. Come al solito la mia freddezza fino a un certo punto mi ha bloccato. Poi l’ho abbracciato e non ci siamo detti altro”.

Alessandra Battistini

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