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Suicidi nella moda, è colpa della crisi

Pare che sia difficile superare la morte dello stilista inglese Alexander McQueen , il suo è un suicidio che ha lasciato senza fiato il mondo della moda, concentrato a New York per la Fashion week.
Pare che si sia impiccato il 41enne e da quel momento non vi è stata pace per lui, per la sua anima e per accogliere la sua terribile scelta di dire addio al momento.

Sono molti i fatti di cronaca che sono accaduti in passato, l’apice si raggiunse il 15 luglio 1997 a Miami Beach, quando Gianni Versace, stilista di origini calabresi (51 anni) viene colpito da due colpi di pistola mentre infila la chiave nella serratura della porta.
Il killer prese la fuga dopo aver tolto la vita al bravo stilista italiano: Philipp Andrew Cunanan, questo il suo nome, già pluriomicida, escort nel mondo omosessuale, si tolse la vita nella notte del 23 luglio.

Altro caso celeberrimo è quello di Maurizio Gucci, ammazzato il 27 marzo ‘95 sul marciapiede davanti a casa, da un killer pagato dalla prima moglie, Patrizia Reggiani.
Ciò che accadde dopo lo sappiamo, ovvero che il cognome Gucci diventò una delle più famose dinastie italiane della moda. Quando morì però, Maurizio non faceva più parte del mondo della moda e nessuno l’ha mai neppure visto seduto in platea alle sfilate di Tom Ford.

Alessandra Battistini

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