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Sanremo 2010: il resoconto della prima serata

Si è conclusa alle 00:28 la prima puntata della sessantesima edizione del Festival di Sanremo. Al timone Antonella Clerici in abito rosso, colore predominante della serata, accompagnata da un divertentissimo Antonio Cassano, uno degli ospiti della serata. Il sipario si apre alle 21.11 e a rompere il ghiaccio e a benedire gli eventi della serata sono stati il presentatore della scorsa edizione del Festival, Paolo Bonolis, e il suo braccio destro, l’immancabile Luca Laurenti. Il pubblico si scalda a sol sentire le voci fuori campo dei due, abbagliati da un faro non appena approdano sul palco. «Pote­te abbassare la luce – dice Bonolis mentre un faro bian­co è puntato sui loro volti ­sembra un interrogatorio. Se abbiamo qualcosa da dire andiamo nelle sedi opportu­ne » dice Bonolis. «Al com­missariato? » chiede Lauren­ti, «no, da Vespa» la replica di Bonolis.

Poi ironia sul caso Morgan: «volevano squalificare Arisa, perchè si chiama Rosalba Pippa, gio­cando sul vero nome della cantante», e ancora così fino ad arrivare a ricordare il minuto e mezzo di silenzio per Beppe Bi­gazzi, il gastronomo sospeso dalla “ Prova del cuoco” («un minuto per Bigazzi e 30 secondi per il gatto») e, infine, la bat­tuta già detta ai giornali, «se vince il principe ci ridanno la Corsica». I due hanno divertito il pubblico per circa 16 minuti, dopo dei quali passano la parola ad Antonella Clerici, signora di questa sessantesima edizione del Festival. La conduttrice viene calata dal tetto del teatro e subito parte l’applauso del pubblico quasi ad incoraggiare Antonella, piuttosto che per il bel lavoro compiuto scenografico compiuto da Gaetano Castelli, ringraziato alla fine della serata dalla nostra conduttrice. Fasciata in un abito di Gai Mattiolo, Antonella Clerici esordisce sul palco dell’Ariston emozionata e quasi intimidita; rompe il ghiaccio ringraziando il pubblico italiano che subito si fa sentire con un caloroso applauso. In gara, questa sera, soltanto i cantanti della categoria Artisti, composta originariamente da 16 cantanti e, attualmente, con l’esclusione di Monrgan dalla gara, da 15.

La gara canora comincia alle 21.35 alla volta de “La co­meta di Halley” della rockettara toscana, Irene Grandi, seguita da Valerio Scanu con la sua romantica “Per tutte le volte che”, già apprezzata dai più giovani. E’ la volta di un cantante che ha partecipato a ben 15 edizioni del Festival, arrivando secondo e mai primo: record di presenze è Toto Cotugno con “Aeroplani”, pezzo melodico e nostalgico. A movimentare il palco dell’Ariston con la sua allegria contagiosa ci pensa Arisa, accompagnata dalle Sorelle Marinetti, con “Malamorenò”, una canzone orecchiabile e facile da canticchiare, motivo di allegria e vita quotidiana. Di certo, una bella parentesi che si discosta dal solito scenario sanremese a tinte melodrammatiche.

Dopo Arisa spunta sul palco uno dei migliori calciatori italiani, Antonio Cassano, in perfetto stile da cerimonia che, col pallone sotto braccio, saluta allegramente la Clerici e il pubblico spettatore. Sicuro di sé e della performance della serata, Antonio Cassano regala al Festial alcuni piacevoli momenti di allegria e schiettezza; da vero pugliese, si concede anche qualche espressione della sua terra natale, Bari, invitando il pubblico, in dialetto barese, a restare incollati al televisore dopo la pubblicità. Amante della musica e dei testi di Gigi D’Alessio, Antonio Cassano dedica alcune canzoni ad amici e conoscenti: “Non dirgli mai” di Gigi D’Alessio alla cara mamma, seduta in prima fila col figlio, “Amico” di Renato Zero al capitano Francesco Totti, “A te” di Jovanotti alla sua amata e futura moglie Carolina, e, con grande ironia, “Pigliate ‘na pastiglia” di Renzo Arbore dedicata al mister Marcello Lippi, precisando che, al Mister, anziché cantare una canzone gliene vorrebbe suonare. Partono applausi dal pubblico diverito dalla sua performance.

A seguire, è la volta di un brano in dialetto, quello napoletano da tutti più o meno compreso: ai microfoni Nino D’Angelo e Maria Nazionale con “Jammo jà”, seguiti da Marco Mengoni, vincitore della ultima edizione di X Factor, con la sua “Credimi ancora”. Entra in scena una grande voce, non in gara, proveniente dalla Scozia: è la grande voce di Susan Boyle, secondo ospite della serata. A seguire nella gara, Simone Cristicchi e la sua “Meno Male”, divertentissima canzone su Carla Bruni, seguito da Malika Ayane con “Ricomincio da qui”, brano suonato dalla stessa ad uno splendido pianoforte tappezzato di carta argentata brillantinata. Proseguendo con la gara canora, è la volta del trio patriottico composto da Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con “Italia amore mio”, brano accolto da qualche sonoro fischio e da uno sventolio di bandiere tricolori.

A seguire giunge il momento più atteso della serata: Morgan. Si è tanto parlato di un eventuale tributo a Morgan ma non c’è stato, si è parlato di una presunta lettera, che doveva essere letta da Antonella Clerici, ma non c’è stata. Nulla di tutto questo. Lo spazio che doveva essere occupato dalla esibizione di Morgan con “La sera” è stato riempito dalle frettolose parole della Clerici: «A questo punto della scaletta c’era Morgan. Io sono lontana anni luce dalla droga, l’unica mia droga è la mia famiglia e un latte macchiato prima di andare in onda la mattina.  Sono intollerante addirittura, tanto più quando la droga si trasforma in moda. Ma credo che l’unico modo per aiutare chi come Morgan lancia un grido d’aiuto sia impegnarsi nelle proprie passioni. E per Morgan è la musica. Per questo avrei voluto farvi ascoltare la sua canzone». Dopo l’applauso del pubblico, Antonella Clerici ha letto due passi del brano del cantante escluso, “La Sera”: «Quando ormai mi credevo disperso con stupore immenso tutto ritorna per me ad avere un senso o almeno si spera, esce la sera, buona la sera». E dopo ha lanciato il suo messaggio personale: «Morgan, spero che tu e tutti quelli come te si possano ritrovare».

Dopo un attimo di malinconia sul palco dell’Ariston, la gara prosegue a grandi linee con un artista vincitore di due edizioni del Festival di Sanremo: Enrico Ruggeri e la sua “La notte delle fate”, una canzone che, di certo, non ha deluso le aspettative del pubblico italiano. Dopo, è la volta dei fratelli Sonohra che si esibiscono con “Baby”. La canzone è seguita da applausi e consensi in sala. E dopo il ritmo un pò rock e un pò pop dei Sonohra il microfono passa a Povia, il re delle critiche sanremesi. Anche in questa edizione, Povia ci mette tutto se stesso e ci riesce alla perfezione coinvolgendo il pubblico con le sue storie. Ma, questa volta, non stiamo parlando di una storia qualunque, di un Luca omosessuale che potrebbe essere chiunque, questa volta stiamo parlando di Eluana e la sua fine. Povia canta sul palco dell’Ariston “La Verità”, brano che ha accolto un gran numero di applausi, quasi a voler sostenere il cantante nelle sue scelte musicali, oltre che per rivelare l’apprezzamento del pezzo. Segue Irene Fornaciari e i Nomadi con “Il mondo piange”, brano grintoso e molto apprezzato dal pubblico. E’ la volta di Noemi, una splendida voce da talent show che si ritrova ad affrontare una gara ben più grande: la kermesse sanremese. E lo fa al meglio. In abito nero e in tutta la sua semplicità, Noemi regala una esibizione eccezionale con “Per tutta la vita”. In jeans e maglietta, abigliamento decisamente troppo casual per salire sul palco dell’Ariston, l’ultimo artista in gara è Fabrizio Moro con “Non è una canzone”, brano un pò deludente viste le capacità artistiche rivelate dallo stesso Moro nelle scorse edizioni del Festival.

A chiudere il cerchio degli ospiti, al cospetto di Cassano che, seppur divertito, non ha idea a cosa e a chi fosse affidata l’ultima scena degli eventi Sanremo, è Dita Von Teese, artista di seduzione che offre il  sensuale spettacolo che l’ha portata al successo in questi anni.

Con un videoclip vengono, Antonella Clerici presenta al pubblico i dieci cantanti in gara della categoria Nuova Generazione, in esibizione questa sera. A chiudere la serata è l’eliminazione dei primi tre Artisti in gara. L’eliminazione procede al contrario, ossia mandando in onda il videoclip degli artisti che hanno passato il turno. A non passare e, quindi, ad essere squalificati sono: Toto Cotugno con Aeroplani, Nino D’Angelo e Maria Nazionale con Jammo jà e, infine, il trio patriottico composto da Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con Italia Amore mio. Grazie alla promessa mantenuta dalla Clerici, ossia di finire il festival in anticipo (00:28) contro il ritardo spaventoso degli altri anni, tanti italiani hanno potuto seguire per intero la prima serata della kermesse.

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