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Asaps, “bisogna revisionare la ‘patente a punti’”

Sul numero di aprile della rivista dell’Asaps “Il Centauro”, l’Associazione sostenitori amici della polizia stradale, pone l’attenzione sul meccanismo della “patente a punti“. Sulla rivista c’è una analisi sul funzionamento dello strumento introdotto ben sette anni fa, sfruttando i dati (aggiornati al dicembre 2009) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

I punti decurtati dal 2003 al dicembre 2009 sono 58.467.823, se consideriamo che le patenti in Italia sono 35.606.242 il numero è incredibile: infatti corrisponde quasi un prelievo medio di 1,642 punti, 0,25 punti all’anno per ogni patentato presenta sulla Penisola.
I dati vengono maggiormente analizzati, divisi per categorie: la fascia che ha subito più decurtazioni è quella dei giovani, 20-24 anni, che perdono una media 2,34 punti a patentato, mentre per ciò che riguarda il genere, gli uomini sono i più multati, con il 76% delle sanzioni.

Nella rivista “Il Centauro“, l’Asaps spiega che: “Serve una revisione dei meccanismi di prelievo. Inoltre, a nostro parere, ok all’elettronica del tutor e dell’autovelox, ma sarebbe anche ora di recuperare un po’ più di fisicità delle divise su strada, per identificare lì per lì chi guida, per accertare più cinture, più telefonini, più sbronzi al volante”.
Il presidente dell’Asaps, Giovanni Bisserni prosegue l’analisi spiegando che “non ci sembra che si possa parlare proprio di una strage. Nel mucchio c’è quello che ha contribuito di più e quello che ha contribuito meno. Se si considera che i punti sono stati prelevati sulla base di 14.371.554 violazioni ne scaturisce un rapporto infrazioni/conducenti di 0,40, nei 6 anni e mezzo”.

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