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Rivive la modernità de “La Bohème” al “Teatro La Fenice”

Era il primo febbraio 1896 quando per la prima volta, al Teatro Regio di Torino, venne presentata l’opera lirica di Giacomo Puccini, “La Bohème”, tratta dal romanzo “Scènes de la vie de bohème” di Henri Murger.
Nel mese di febbraio 2011 è il Teatro La Fenice di Venezia a compiere tale impresa, presentando questo appuntamento importante con la stagione lirica 2011.
Ad inaugurare la stagione lirica è stato il grande successo di “Intolleranza 1960″ di Luigi Nono, portato in scena grazie alla collaborazione con la Marsilio editore e con la Facoltà di Design e Arti dell’Università IUAV di Venezia.
Giovani e meno giovani affollano il teatro nella giornata del 24 febbraio, in occasione della prova generale, per poter rivivere questa opera, la cui storia vive di tanti piccoli frammenti di vita, tanti dettagli e tante sfumature pronte a unirsi per comporre un unico mosaico che rendono “La bohème” una delle opere italiane più popolari.

Sul palco è compito dei sei personaggi principali narrare questa magica realtà: si apre il sipario e troviamo il poeta Rodolfo (Gianluca Terranova), il pittore Marcello (Damiano Salerno), il musicista Schaunard (Alessandro Battiato), il filosofo Colline (Gianluca Buratto) e con loro Mimì (Serena Farnocchia) e Musetta (Beatriz Díaz).
E’ la vigilia di Natale in una Parigi viva e libera, massima essenza di spensieratezza; una Parigi che lascia ampio spazio alla voglia di sognare dei protagonisti, fortificando anche il suo lato di città romantica.
Si apre il primo quadro con una scenografia particolare: troviamo un’intelaiatura luminosa fatta con i luoghi simbolo di Parigi. E’ qui che lo spettatore assiste all’incontro nella soffitta tra Rodolfo e Mimì, una giovane ricamatrice, un incontro segnato da brani lirici memorabili quali “Che gelida manina” e “Sì, mi chiamano Mimì”.

Ma è nel secondo quadro che esce la vera anima bohèmien con il passaggio al Caffè Momus, nel Quartiere Latino, popolato da bellissime fanciulle che accompagnano l’entrata in scena dell’esplosiva Musetta.
Qui domina l’idea di erotismo in un’atmosfera burlesque dove non mancano il ballo, il sesso e “le lorette”.
Lo spettatore viene catturato e accompagnato attraverso momenti di forte vivacità, intimità e commedia (almeno nella prima parte dello spettacolo) sempre accompagnati da quel retrogusto amaro e dolorosamente triste che troverà massima espressione con la tragica morte di Mimì nell’ultimo quadro.
Intervistato da Radio 3, emittente radiofonica che ha trasmesso in diretta la prima dello spettacolo, il regista Francesco Micheli ha spiegato: “Oggi come allora troviamo una classe dirigente non soddisfacente, che delude gli ideali. Questo ci fa sentire vicini. Per riscoprire il senso dell’opera era importante avvicinare i 20enni a teatro. Questa diventa un’opera di giovani per giovani. Quella che vedete è la Parigi vista da un italiano che vede da lontano la metropoli che scintilla, mettiamo in scena una mappa del sogno, di un immaginario incantevole”.
In questo tripudio di vita, colori e musica, che cosa resta oggi, nel 2011, dello spirito bohèmien?
Una società controversa, una popolazione povera e immersa nei debiti…
In fondo, come riesce a far notare Micheli, lo spirito bohèmien continua ad accompagnarci ancora nella nostra modernità.

Maggiori informazioni sugli interpreti e le prossime date dello spettacolo.
“La bohème”

personaggi e interpreti:
Rodolfo – Sébastien Guèze (25,27/2,2,6,8,12/3) – Gianluca Terranova (26/2, 1, 3, 9, 11, 13/3)
Marcello – Seung-Gi Jung (25, 27/2, 2,6, 8, 12/3) – Damiano Salerno (26/2, 1, 3, 9, 11, 13/3)
Schaunard – Armando Gabba (25, 27/2, 2, 6, 8, 12/3)/ Alessandro Battiato (26/2, 1, 3, 9, 11, 13/3)
Colline – Luca Dall’Amico (25,27/2,2,6,8,12/3) / Gianluca Buratto (26/2,1,3,9,11,13/3)
Benoit – Matteo Ferrara
Alcindoro – Andrea Snarski
Mimì – Lilla Lee (25, 27/2, 2, 6, 8, 12/3)/ Serena Farnocchia (26/2, 1, 3, 9, 11, 13/3)
Musetta – Ekaterina Sadovnikova (25, 27/2, 2, 6, 8, 12/3)/ Beatriz Díaz (26/2, 1, 3, 9, 11, 13/3)
Parpignol – Luca Favaron (25,27/2,2,6,8,12/3) / Carlo Mattiazzo (26/2,1,3,9,11,13/3)
Un venditore ambulante – Ciro Passilongo (25,27/2,2,6,8,12/3) / Raffaele Pastore (26/2,1,3,9,11,13/3)
Un sergente dei doganieri – Salvatore Giacalone (25,27/2,2,6,8,12/3) / Antonio Casagrande (26/2,1,3,9,11,13/3)
Un doganiere – Franco Zanette (25,27/2,2,6,8,12/3) / Nicola Nalesso (26/2,1,3,9,11,13/3)

maestro concertatore e direttore:
Juraj Valcuha (25, 26, 27/2, 6, 8, 9, 11, 12, 13/3)
Matteo Beltrami (1, 2, 3/3)

regia: Francesco Micheli
scene: Edoardo Sanchi
costumi: Silvia Aymonino
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
Maestro del Coro: Claudio Marino Moretti

Alessandra Battistini

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