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A 17 anni dalla morte di Kurt Cobain, frontman dei Nirvana

Aveva da poco compiuto 27 anni, quando perse la vita: a 17 anni dalla sua morte, Kurt Cobain rimane uno degli artisti più amati e compianti del mondo.
Il famoso chitarrista era il frontman del gruppo musicale dei Nirvana, gruppo che venne costituito nel 1987 insieme a Krist Novoselic e che nel giro di pochi anni divenne una delle band più amate.
Due anni dopo Kurt conobbe Courtney Love con al quale ha da sempre avuto una relazione difficile, anche a causa del loro continuo uso di droghe che li portarono a sottoporsi a numerosi processi con relative disintossicazioni.
Il 1991 rappresenta la vera conquista del successo da parte della band grazie all’uscita di “Nevermind”, che grazie al perfetto mix tra dolcezza e rabbia riuscì a conquistare milioni di fan in tutto il mondo.

Nonostante le critiche Kurt e Courtney si sposarono nel 1992 nelle Hawaii, subito dopo il termine del tour australiano dei Nirvana, e nel mese di agosto dello stesso anno arrivò la loro bambina Frances Bean Cobain.
A distanza di 17 anni rimangono le chiacchiere, le supposizioni in merito alla sua morte, alla morte di un uomo che ha segnato la storia della musica grazie alla sua grande fragilità e alla sua voglia di essere diverso, lontano da quella mediocrità che vedeva attorno a lui.
Un artista completo ma inquieto, pronto a isolarsi da tutto e tutti, continuando inesorabilmente a finire sempre più in basso, portando con sè la moglie, che non è mai stata accettata dai suoi fan.
Era l’8 aprile 1994 quando il suo corpo venne ritrovato privo di vita nella sua casa di Seattle, a distanza di tre giorni dalla sua morte, una morte causata da un colpo di fucile autoinflitto alla testa.
Nella sua lettera di suicidio, citando la canzone dei Queen “Gimme the prize”, il fenomenale Kurt scrisse: “È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”.

Alessandra Battistini

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