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Il futuro della mobile economy in Italia

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Quando si entra nell’App Store di Apple alla ricerca di qualche applicazione che faccia al caso nostro compiamo sempre le stesse azioni: si escludono le più costose, si rintracciano quelle divertenti ed in pochi secondi scarichiamo sul nostro dispositivo quello che rappresenta il duro lavoro di tanti sviluppatori di app. Possono sembrare azioni piuttosto semplici, ma dietro questo mondo c’è un giro d’affari davvero incredibile che forse merita di essere approfondito. La Mobile economy è in Italia tra i pochi settori che ha fatto registrare una crescita costante fino a rappresentare circa il 2% del PIL nazionale. Per intenderci siamo su cifre già molto importanti, oltre 25 miliardi di euro.

Ma questi dati sono la normale conseguenza del boom di vendite di dispositivi mobile (in Italia sono stati acquistati 40 milioni di smartphone e 10 milioni di tablet). A questo aggiungiamo che le reti LTE, ovvero quelle superveloci, raggiungono circa l’80% della popolazione. Altro dato interessante che probabilmente continuerà ad aumentare è quello relativo agli utenti unici che giornalmente utilizzano smartphone e tablet per navigare: in un giorno medio si sfiorano i 18 milioni contro i 13 di chi naviga da computer desktop/notebook. Per rendersi conto di ciò basta guardarci in giro, alla fermata di un autobus, in metro, o addirittura nel traffico: tutti con uno smartphone in mano. Che cosa faranno mai? C’è che si informa, chi controlla gli aggiornamenti di stato dei propri amici su Facebook e c’è chi preferisce trascorrere quei pochi minuti utilizzando app di giochi (es. Cundy Crush, Fifa 2016, Paddy Power Casino).

Si è interessato all’argomento anche l’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano che ha fatto una sorta di stima per gli anni a venire snocciolando anche cifre: si passera dai 25 miliardi del 2015 ai 37 miliardi del 2017 considerando la crescita del mobile commerce e del mobile payment, già oggi divenute realtà piuttosto affermate.

Anche sul fronte occupazione lo studio del Progressive Policy Institute evidenzia che come in Italia questo settore dia lavoro quasi 100 mila professionisti. Certo, il nostro Paese è ancora un po’ indietro rispetto agli Gran Bretagna, Germania e Irlanda, nazioni che ospitano hub molto più produttivi rispetto al nostro. Al primo posto troviamo la Gran Bretagna con 321 mila posti di lavoro, segue la Germania con 268 mila, la Francia con 228 mila e i Paesi Bassi con 125 mila. In totale nell’intero continente si stima che il numero di occupati in questo settore si aggiri intorno ai 1,64 milioni, per cui molto vicino ai 1,66 milioni degli Stati Uniti. Ciò che lascia ben sperare per il futuro è senz’altro il fatto che i margini di crescita in Italia sono elevati. Se oggi il totale degli impieghi rappresenta appena lo 0,4% si spera che con l’arrivo dell’ “università delle app”, che verrà portata da Apple proprio in Italia, si possano conseguire numeri ancora più importanti.

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