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Norvegia: Fallita la legislazione anti Slot Machine

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“Ci piace”, forse anche un po’ sadicamente, vedere che anche in altri Paesi, magari più socialmente evoluti del nostro, chi legifera contro il mondo delle “macchinette” vada incontro ad un fallimento. Questo succede in Norvegia dove una legislazione per eliminare le apparecchiature da intrattenimento dagli esercizi “è miseramente fallita” e di contro si è vista la “nascita e la proliferazione” di gioco online illegale e siti di casino online di dubbio valore. Quindi, non solo nel nostro Bel Paese ci sono Regioni che hanno miseramente fallito nel loro intento di “distruggere” la presenza del divertimento nelle sale da gioco e negli esercizi autorizzati, ma anche in un Paese dove si presume vi sia più “libertà sociale” il risultato anti slot non è stato positivo.

 

Dopo la Polonia, la Russia, l’Ungheria, una parte della Repubblica Ceca e l’Austria, anche la Norvegia deve annoverare il risultato negativo del proibizionismo, adottato all’interno dei locali normalmente meta dei cittadini che cercano il divertimento con il gioco “delle macchinette”. Le Autorità locali, che hanno scelto di vietare il “gioco diffuso tramite apparecchi”, ha dovuto prendere atto dell’errore della scelta proibizionista di questo settore a privilegio dell’indirizzo del gioco verso la concentrazione su di un numero ridotto di videoterminali: in pratica verso le “nostre Vlt”.


Quindi, una presa di coscienza non solo degli osservatori interessati al fenomeno del gioco, ma proprio le Autorità “hanno dichiarato fallimento”, rendendosi conto che questo “dictat” ha riportato il settore ai tempi del 2003 dove dilagava in modo incontrollato il gioco illegale. Quei tempi, con l’attuale proibizionismo, sembrano ritornati in auge e questo preoccupa non poco perché comporta, a cascata, altre problematiche legate alla criminalità e certamente poco gestibile, per usare un eufemismo.
Per snocciolare qualche dato, si è concretizzata l’apparizione di piattaforme di gioco online non controllabili a cui un giovane su due può accedere, percentuale assai elevata: più di sessantamila “malati” di gioco online rappresentano i nuovi soggetti toccati dal gioco problematico in Norvegia e le Autorità Locali hanno una previsione di “allargamento a dismisura” di questi dati che discende, indubbiamente, dalla presenza sempre più pressante di internet e dalla “forza irresistibile” che il marketing degli operatori del gioco online (sopratutto quello non autorizzato) può esercitare sui giocatori.

 

Si deve considerare che anche in Italia, in alcune Regioni particolarmente negative al gioco, il risultato è stato identico: prima di tutte Alto Adige, Liguria, Lombardia sono quelle regioni che hanno ottenuto i peggiori risultati con il proibizionismo, ma i rispettivi “responsabili di Regione” non hanno voluto evidenziare il loro errore e la politica che ha messo in atto le limitazioni, rivendica la bontà e la correttezza delle proprie scelte assunte localmente, vista la totale assenza di regolamentazione a livello nazionale e paventa che gli interventi posti in essere siano stati concretizzati a tutela dei relativi territori e per la salvaguardia della salute dei “propri cittadini”. Non esiste in Italia che qualcuno si prenda la responsabilità di una scelta rivelatasi negativa… non sia mai! Anzi, in Italia si propende a difendere ciò che si è sbagliato negando proprio l’errore commesso ed accusando chi lo rileva di assoluta mancanza di sensibilità nei confronti di chi abusa del gioco.

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